COMO


Como è una splendida città ricca di storia e cultura. Il Duomo, iniziato nel 1396, segna con la sua fronte, allineata al palazzo della torre del Broletto in una stupenda quinta architettonica, il passaggio dallo stile gotico alla spazialità del Rinascimento. La costruzione della cattedrale durò più di tre secoli comportando l’assimilazione di vari monumenti stilistici. All’edificio posero mano alcuni dei più famosi artisti del tempo come: Pietro da Breggia, Lorenzo degli Spazi. Luchino Scarabota realizzò il rosone in facciata.

Il Broletto di Como precedentemente citato, edificio con facciata gotica a fasce marmoree bianche, grigie e rosse di cave lariane, fiancheggiato dalla torre civica a bugnato, fu eretto nel 1215 dal podestà Bonardo da Codazzo e modificato in forme gotico-rinascimentale nel 1477. L'edificio oggi visibile è quello che resta, dopo estese mutilazioni e restauri, di un palazzo a corte. Sede originaria del Palazzo Comunale di Como sorse accanto all'antica Cattedrale che studi recenti concordano nel proporre non come un'unica chiesa, ma come un complesso a cattedrale doppia, costituito dalle basiliche di S. Maria e S. Giacomo.

Dalla Porta Torre, procedendo verso sud, si percorre Via Milano e s'imbocca, sulla destra, Via Rimoldi che conduce alla basilica di S. Carpoforo. La chiesa di S. Carpoforo è una delle più antiche costruzioni romaniche di Como: fu forse anche la prima cattedrale fondata dal vescovo Felice. La chiesa di S. Fedele fu costruita intorno al 1120 su un'insolita pianta trilobata, su fondamenta altomedioevali di pianta centrale, da cui si sviluppò il corpo longitudinale. La piazza prospiciente ha cambiato nel tempo forma e dimensioni.

Celebre è la porta istoriata della porta di S. Fedele. All'interno, nell'area absidale, il clima romanico si stempera nella luce che dalle logge si stende fra i sei candelieri lignei barocchi, sui quattro mosaici settecenteschi e di scuola veneziana sul pavimento presbiteriale, e sull'altare composto da parti originarie di varie epoche. Numerose opere sono dedicate al grande cittadino Alessandro Volta. Il Tempio Voltiano è una costruzione in stile neoclassico, realizzata nel 1927 in occasione del centenario della morte di Volta. È in realtà un museo che raccoglie una serie di strumenti costruiti e utilizzati dal grande scienziato. Verso il centro cittadino troviamo Piazza Volta, uno dei luoghi caratteristici della città, dominata dalla statua dello scienziato di Pompeo Marchesi. Proseguendo, verso la fine della via omonima, c'è la casa natale di Volta e in un'altra via la chiesa di S. Donnino con la fonte battesimale e il certificato di battesimo del piccolo Alessandro.

Numerosi i palazzi e le ville di Como, testimonianze di storia, cultura e arte: Villa Musa, più recente delle altre, sorta all'inizio del novecento quando era di moda l'art-déco; Villa Gallia; l'austera Villa Parravicino le cui colonne ioniche e il giardino di limitate proporzioni, contribuiscono nell'insieme a conferirle uno stile "palazzo di città"; Villa Canepa, caratterizzata da un corpo soprelevato sorretto da cariatidi, e Villa Mondolfo, una leggiadra costruzione stile impero con due ali collegate da un terrazzo centrale.

La più nota, Villa Olmo, celebre per gli alberi centenari che ornano il grande parco circostante fu costruita alla fine del settecento da Simone Cantoni per il conte Innocenzo Odescalchi, passata poi al marchese Raimondi e quindi alla famiglia Visconti di Modrone, è oggi proprietà dell'Amministrazione Comunale, spesso sede di congressi e mostre. Nelle belle sale, riccamente decorate, ha ospitato personaggi illustri come Napoleone e Garibaldi.

 

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