GALLARATE
Storia Molte
testimonianze archeologiche datano le origini di questo nucleo urbano al II
millennio a.C., anche se la maggior parte dei reperti sono di natura gallica.
Dai galli, infatti, deriverebbe anche il nome della città. Successivamente
Gallarate, sotto la dominazione romana, divenne parte della provincia della
Gallia Cisalpina. Quando Ottone Visconti, nel 1287, distrusse Castelseprio, la
città divenne capitale del grande contado del Seprio. Proprio da questo nuovo e
grande ruolo Gallarate trasse grandi profitti, trasformandosi in un ricco centro
commerciale. Questa vocazione accompagnerà la città anche in età sforzesca. Dal
XVI al XVIII secolo Gallarate perderà la sua indipendenza, finendo sotto la
dominazione prima francese e poi spagnola. Diventa così un feudo, che passa
continuamente nelle mani di nuove famiglie (Bentivoglio, Caracciolo,
Pallavicino, Altemps, Visconti e Castelbarco). Tutti questi passaggi, però, non
alterano il suo ruolo di leader nel commercio per l'Alto Milanese. Nel 1786
l'imperatore Giuseppe II d'Austria confermerà l'importanza di Gallarate,
eleggendola capoluogo di una grande provincia austriaca. La dominazione
napoleonica vide la cittadina partecipe della grande rivoluzione industriale,
mentre nel periodo della Restaurazione fu teatro di molti dibattiti romantici,
preparatori delle lotte di indipendenza e del Risorgimento. A Gallarate,
infatti, vivevano Giuseppe e Pompeo Castelli, titolari di quella "farmacia del
rinascimento" dove, secondo la tradizione, Gerolamo Rovetta avrebbe ambientato
il romanzo "Romanticismo". Oggi la farmacia, ancora esistente, si chiama
farmacia Dahò. Gradualmente Gallarate si incentrò sempre più sul suo ruolo
industriale, di cui oggi abbiamo traccia, oltre che nei centri ancora
funzionanti, in molti capannoni in stile liberty, ormai abbandonati o
riconvertiti.