LAVENO


Laveno è una graziosa cittadina che coniuga la propensione industriale all'evidente vocazione turistica. Qui ebbero sede le più famose fabbriche di ceramiche e porcellane italiane, ma questo centro è anche un vivace punto d'incontro di traffici vacanzieri. Laveno offre il panorama immenso della sponda piemontese, compreso il golfo Borromeo. La cittadina nel suo complesso è sovrastata dall'erto Sasso di Ferro, un monte che dona una delle viste più incantevoli della Lombardia. Sul profilo urbano, invece, domina la grande chiesa moderna di sant'Ambrogio (1935). Mentre sulle vie del lungolago le belle facciate degli edifici porticati rendono gradevole il passeggiare e lo shopping.

 

Da vedere anche la Villa De Angeli Frua e il suo parco botanico, nel centro storico. La particolare posizione, che oggi è definita attrattiva turistica, fu, nel corso della storia di Laveno, un'ubicazione strategica per belligeranti. Qui scesero infatti in armi un po' tutti gli eserciti, occupando terre e lago, a partire dai Romani e Galli Cembri, attraverso le casate dei Visconti, degli Sforza e dei Borromeo, sino a Garibaldi e agli austriaci. A Cerro, località poco più a sud di Laveno, c'è un bel lungolago con frequentata spiaggia e soprattutto La Civica Raccolta di Terraglie, un museo di ceramiche artistiche prodotte in zona a partire dal 1893. A pochi chilometri, verso Varese, ecco il borgo di Cittiglio alle porte della Valcuvia, dove si può visitare il Museo Alfredo Binda, dedicato ai grandi del ciclismo.

 

Proseguendo per la Valcuvia non si può rinunciare a far visita a Villa Della Porta Bozzolo, a Casalzuigno. Sorta nel Cinquecento come villa di campagna, divenne poi nobile dimora di rappresentanza e fu arricchita, nella prima metà del XVIII secolo, da un imponente giardino all'italiana; è tra le più maestose e armoniche creazioni di architettura verde oggi superstiti in Italia. Gli ambienti interni conservano uno dei cicli decorativi più sofisticati e unitari del Settecento lombardo, attribuibile prevalentemente alla bottega del varesino Magatti. Il corpo della villa è affiancato da interessanti rustici, fra i quali stalle, scuderie, cantine, granai ed un monumentale torchio. Dal 1989 è proprietà del Fondo per l'ambiente italiano che ha provveduto al restauro.

 

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