SANTA CATERINA DEL SASSO
Situato
su uno strapiombo di parete rocciosa a picco sul lago, l'Eremo di Santa Caterina
del Sasso è sicuramente uno degli scenari più suggestivi del Lago Maggiore. Ci
si può arrivare sia a piedi lungo una piacevole gradinata che dal piazzale (con
parcheggio) sovrastante il promontorio si cala zigzagando fino all'ingresso del
complesso monastico oppure col battello che da Laveno attracca nel minuscolo
porticciolo e che nei primi secoli era l'unico punto di accesso al monastero:
l'avvicinamento via lago è sicuramente l'approccio più scenografico, quello che
ci dà il colpo d'occhio di maggiore impatto.
Forse
proprio la particolare magica bellezza di questo luogo favorì l'alone di
miracoloso che permea la sua origine e la sua storia. Secondo la leggenda la
fondazione affonda le sue radici nel remoto 1170 allorchè un facoltoso
commerciante - Alberto dei Besozzi - salvatosi miracolosamente da naufragio per
intervento di Santa Caterina, decise in gesto di ringraziamento di darsi alla
vita di eremita in questo luogo su cui in seguito fece costruire una prima
cappella. Anni dopo Santa Caterina intervenne ancora per sconfiggere la peste
che stava devastando la zona e poi ancora nel corso del 17° secolo, quando
arrestò una frana di massi rocciosi che stavano per abbattersi sulla cappella
della tomba di Alberto.
Ora
più prosaicamente il monastero è di proprietà della Provincia di Varese che ha
finanziato il restauro dei vari edifici che nel corso dei secoli sono stati via
via aggiunti: la cappella di Santa Maria Nova, quella di San Nicola, e vari
corpi del convento. Il restauro ha valorizzato frammenti di affreschi molto
belli e tutta l'articolata struttura architettonica, ma è la straordinaria
collocazione nel paesaggio e la vista
che
si gode dalle sue balconate ciò che rende particolarmente affascinante questo
monastero, attualmente gestito da una comunità di frati domenicani: i loro
prodotti erboristici sono in vendita nel negozio all'interno.